FAER OER

FAER OER
16 novembre 2016 Talina

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“Ull er Føroya gull” per dirla in lingua locale, ovvero le isole dove “la lana è oro”.
Stiamo parlando delle Faer Oer; il microscopico arcipelago di diciotto isole a presidio del Nord dell’Oceano Atlantico, incastonato tra Scozia, Norvegia e Islanda.
Terra di vento e di mare, verde di pascoli e grigio di scogliere a picco sulle onde.
Estati brevi e lunghi inverni rigidi.
Isole che da sempre hanno fatto della loro forzata autarchia, elemento di sopravvivenza.

Ve le presentiamo a proseguimento della panoramica del mondo del lavoro a maglia, cercando di fornirvi gli elementi peculiari che possano identificare la provenienza dei manufatti che provengono da quelle latitudini estreme.

Li troviamo nei titoli dei filati piuttosto grossi e irregolari (chunky, tanto per intenderci) e nelle tinte pastellate e spente che sottolineano le difficoltà di provvedere, in quel contesto, a reperire pigmenti per tingere a colori.
E’ anche per questa ragione che le pecore delle Faer Oer non sono solo chiare.
Il manto nero, bigio e beige caratterizza infatti gli ovini delle isole; una sorta di tavolozza naturale nella quale per secoli le isolane hanno intinto, sapienti, il pennello dei loro ferri da lavoro, a tracciare quadri indossabili che parlano di fiocchi di neve, di foglie, di pioggia, di interminabili attese del ritorno degli uomini pericolosamente impegnati alla pesca in alto mare.

E queste attese hanno trovato concretezza negli scialli nuziali.
Triangolari come grembi fertili e finissimi; tanto da dover passare attraverso la fede scambiata con la promessa di eterno amore.
Scialli che diventano trapezoidali man mano che l’età avanza e le spalle cadono, impedendo in tal modo di scivolare lungo le braccia.

Vi lasciamo con una curiosità che testimonia sia la natura incontaminata delle isole, sia l’ingegno che gli abitanti hanno dovuto sviluppare per far fronte alle necessità contingenti.
Se per caso voleste “visitare” le isole utilizzando Google Street View, sappiate che le immagini potrebbero essere state registrate … dalle pecore.
Viste infatti le scarsissime possibilità di percorrere in auto sentieri e pascoli, i faeroesi hanno risolto l’empasse montando sulle schiene di alcune pecore delle telecamere e … voilà; il gioco è fatto.

Naturalmente, per i vostri capi “Faer Oer” vi suggeriamo Dolly Max; 100% morbidissimo merinos irrestringibile; fatto apposta per affrontare con successo le sfide del mare del Nord.