WOOLFEST CUMBRIA

WOOLFEST CUMBRIA
6 dicembre 2016 Talina

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Lo conosciamo perchè abbiamo avuto la fortuna di potervi partecipare e vi garantiamo che ne vale davvero la pena (che poi pena, davvero non è).
Si tratta del WoolFest che ogni anno si tiene a Cockermouth in Cumbria (nel Regno Unito); proprio poco sotto al Vallo di Adriano che nel II secolo d.C. segnava il limite della civiltà, al di la’ del quale i romani erano usi dichiarare: “Hic sunt leones”.

La prossimità di Cockermouth con il distretto dei laghi (Lakeland) ha il vantaggio di unire alla trasferta tessile, l’amenità di una regione della Gran Bretagna che ricorda le più incantevoli cartoline dell’agenzia del turismo: prati smeraldo, bassi cottages grigi, salici e specchi d’acqua nei quali si rincorrono senza sosta le perenni nubi inglesi che danno spazio a sole e a rovesci subito risolti.

La manifestazione è quasi esclusivamente frequentata da un pubblico femminile, che in un’atmosfera di grande rilassatezza da’ sfogo alla propria curiosità e al desiderio di estraniarsi dalla routine quotidiana dando soddisfazione alla propria passione.

L’ambiente è quanto di meno formale possiate immaginare.
Non c’è spazio per il superfluo; tutto risponde alla esigenza di soddisfare ogni desiderio di filato, di fibra, di accessori, di tinture, di pattern, di gadget, di attrezzi da lavoro, di perfezionamento delle proprie capacità di knitting, spinning (filatura), carding (cadatura), dyeing (tintura), weaving (tessitura) e molto altro ancora.
La lavorazione del feltro costituisce un capitolo primario degli eventi così come le attrezzature per poterlo ottenere.
Il tutto è allietato dal ritmo della musica celtica suonata e ballata su palchetti in legno, dove violini, arpe e chitarre la fanno da padroni.

Gli animali occupano una porzione importante degli stands: pecore (naturalmente) ma anche lama, capre cashmire e mohair, conigli d’angora, ed è davvero emozionante cogliere la vicinanza degli allevatori (molto spesso allevatrici) ai loro animali; quasi vivessero in una sorta di simbiosi esistenziale (non a caso la pecora più famosa della televisione “Shaun the sheep” è nata da queste parti).

Decine di workshop animano le giornate ma la peculiarità che contraddistingue la manifestazione nel panorama europeo, è la vendita delle fibre sciolte non lavorate e dei velli tosati.
Solo in questa occasione ci è stato possibile infatti visionare ed acquistare le fibre naturali scegliendole direttamente da quelle portate in fiera dagli allevatori.

L’amenità del contesto naturalistico, l’accogliente informalità della manifestazione, il buon cibo che, a dispetto dei luoghi comuni sulla cucina inglese, merita numerosi bis, hanno tuttavia un contraltare significativo: si tratta dell’imperativo categorico di lasciare a casa la carta di credito o almeno di usare esclusivamente una prepagata alla quale avete imposto un limite; diversamente non vi sarà possibile  trattenervi dall’acquistare una quantità indicibile di materiale e oggetti 🙂 …  e non dite che non vi avevamo avvisati.

Preso nota?
Non resta che dirvi che il WoolFest si terrà ques’anno il 23 e il 24 di giugno; giusto in tempo per concludere il giorno dopo, in bellezza, celebrando la festa del … “Sei mesi a Natale!”.
Niente male vero?

Nel frattempo continuiamo a sferruzzare il nostro impareggiabile filato Laines du Nord.